Scale: oh! Ci salgono salgono salgono salgono! Porta: vengo aperta da una giovincella dal fiato corto. Lei: Prof! Non è che potrei entrare lo stesso anche se so che è radicalmente tardi? *risate registrate in sovraimpressione* Scale: Oh! Ci scendono scendono scendono! Lei: Salve mister vicepreside, dovrei... Vp: Ah! Tu! Stolta! Empia! Non lo sai che non si ci può fare i permessi da soli per uscire se non sei maggiorenne! Lei: ... Vp: ... Lei: Ma io sono maggiorenne. Vp: ... Lei: ... Vp: ... Lei: ... e sto entrando. Vp: Mmh, sì, ok, vedremo, forse firmerò.
Atto I
Una ridente classe, mattina. Prof: E dunque eccomi al culmine di questa spiegazione assurda di cui se qualcuno di voi ha capito qualcosa è sicuramente per sbaglio, e quindi... Porta: Oh, bussano. Toc Toc. Classe: Chi sarà mai?
entra la Giovane Fotografa Aitante
GFA: Buongiorno classe! Vengo a immortalare le vostre facce attonite per i posteri! Classe: Ma miss fotografa, siamo decimati dall'influenza! GFA: Orbene, allora tornerò un altro giorno. Prof: Bene, ora mi lasci culminare la mia spiegazione assurda ect ect. GFA: Mi serve un numero di telefono, per dire quando torno. Classe: ... GFA: Chi mi dà il suo? Classe: ... Prof: Ah, penso che sceglierò una persona a caso. Vediamo un po' chi è che è nel posto più vicino alla porta perchè stamattina si è svegliata tardi è arrivata pregando di entrare lo stesso è stata lanciata dal vicepreside che le ha anche urlato addosso e ora è lì che finge di non esistere? Lei: ... GFA: Perfetto, vieni un attimo fuori allora.
Entra il Presentimento di Stare per Fare Danno.
PdSpFD: Mi sento chiamare in causa. GFA: Allora ti chiamo qualche giorno prima, va bene? Lei: Certo, non sembra tanto complicato. GFA: Bene, ci sentiamo allora, ciao ciao. Lei: Ciao giovane fotografa aitante. PdSpFD: Sento che tra poco avrò molto da lavorare.
Exeunt la giovane fotografa, lei e il presentimento.
Atto II
Una ridente casa, sera. Lei: Yawn, che sonno, credo che smetterò di dormire sul divano e andrò a dormire davvero. Cellulare: Ehi? Ehi? Lei: Però visto che sono una persona molto intelligente mi ricorderò di mettere la sveglia. Cellulare: Ehi? Ho la memoria piena, mi senti? Lei: Memoria piena? Che ti succede, amico tecnologico? Cellulare: Memoria piena. Memoria piena. Ehi? Lei: Oh, un messaggio, leggiamo. GFA: "Ciao, sono la Giovane Fotografa Aitante, allora passo venerdì, mi fai sapere a che ora posso venire?" Lei: Ok, venerdì, semplice, dopodomani. Celullare: Ehi? Memoria piena! Memoria piena! Sto per esplodere! Lei: Ah, già, memoria piena. Ho sonno. Cancelliamo il messaggio e andiamo a dormire. Cellulare: Memor... ok, meglio. Sei sicura di voler cancellare il messaggio? Lei: Certo, come no? Cellulare: Fatto. Memoria libera. Lei: ... Cellulare: ... Lei: ... Celullare: ...
Entra l'Illuminazione improvvisa
Ii: qualcuno mi ha chiamato? Lei: Ma... ma... ma... ho cancellato il messaggio.
Ii: Ok, bene. Lei: E ora come faccio a rispondere? Ii: non c'è male come intuizione. Lei: E venerdì non siamo in classe per metà giornata. Ii: Potrebbe non trovarci. Lei: E se non ci trova non ci fa la foto. Ii: Beh, e allora? Lei: E se non ci fa la foto la Classe mi sbrana. Ii: Sagace, non c'è che dire. Lei: Sono un danno. Ii: Sei un danno.
Exeunt l'illuminazione, lei e il cellulare.
Atto III
Stessa ridente casa, giorno. Lei: Bene, nessun problema, sono una persona intellingete e ho trovato il nome dell'agenzia fotografica. Pagine Gialle? Pg: Sì? Lei: Quale è il numero dell'agenzia? Pg: E cosa vuoi che ne sappia? Lei: Bene. pagine bianche? Pb: Presente! Lei: Numero agenzia? Pb: Boh? Lei: Google? G: agli ordini! Lei: Agenzia? G: Bella domanda... Lei: Sito internet agenzia trovato sul retro della foto di classe dell'anno scorso? Sito: Non chiedere neanche, la risposta è no. Lei: Bene, allora domani mattina andrò a scuola e aspetterò che lei arrivi però no niente sono in classe allora le lascio un bigliettino ma se non passa in portineria? Va bene mi arrendo.
Atto IV
Medesima ridente casetta, sera.
Entrano l'Amichevole Fidanzato di Quartiere e lei.
Divano: Ohimè, vengo discriminato ingiustamente. Lui: Sbleach, che stanchezza. Lei: Sbleach che stancehzza. Lui: Io dormo. Lei: Ah, sai, ho fatto danno. Lui: Strano. Continuo a essere mezzo addormentato. Lei: Sto per addormentarmi anche io ma te lo dico lo stesso: ho perso il numero della Giovane Fotografa Aitante. E non ti spiego neanche come, perchè mi sto abbioccando non male. Lui: Oh! Destati dal tuo torpore! Lei: Che accadde? Lo stupore mi pervade in modo metaforico. Lui: Io ho il numero della Giovane Fotografa Aitante. Lei: Tu hai il numero della Giovane Fotografa Aitante. Lui: Sì, guarda, mi ha mandato due messaggio e mi chiama anche per nome. Lei: ... Lui: ... Lei: ... Lui: ... Lei: Sto per essere pervasa da un fremito di gelosia ma ti fisso stupita. Lui: ... Lei: Numero! Giovane Fotografa Aitante, scusa per il ritardo, non ti spiego perchè o mi prendi per demente, ma allora sì, vieni domani, perfetto, ok, però solo alle ultime due ore altrimenti la classe mi sbrana! GFA: "Ok." Lui: Tutto qui? Lei: Sono un danno?. Lui: Sei un danno.
Epilogo.
GFA: Bene, ora sorridete tutti. Classe: Cheese! Prof: Cheese! GFA: Perfetto, ho appena immortalato la vostra ultima foto di classe che non ve ne fregherà niente tra qualche mese però avreste fatto comunque tante storie. Classe: Oh quanto siamo contenti. GFA: Ciao Classe, ci vediamo prossimamente!
exeunt Giovane Fotografa Aitante.
Classe: Ora siamo molto più felici. Prof: Bene. Classe: Molto felici. Prof: Molto bene. Classe: Perchè quell'aria sadica? Prof: Così. Classe: ... Prof: ... Classe:... Prof: Su, su, separate i banchi che faccio compito a sorpresa!
Scritto, diretto e interpretato da
Ninyalor verso le 19:34 senza nessun senso
We're Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band,
We hope you will enjoy the show,
We're Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band,
Sit back and let the evening go.
Sgt. Pepper's lonely, Sgt. Pepper's lonely,
Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band.
"Hem... hem... bene, potrei avere la vostra attenzione? Sì? Perfetto. Solo un attimo. Niente di più. Eeeh... bene, sì, dunque. Sono qui... sono qui per un'offerta straordinaria, decisamente quello che potrebbe rivelarsi l'affare migliore della vostra vita! State bene a sentire, non sottovalutate, signori e signori, l'incredibilmente vantaggioso stock che sto per mettere all'asta!
Partiamo allora... come primo pezzo - trattenete lo stupore, vi prego- un set completo di conoscenze liceali, disponibile a partire da prezzi modici, quasi mai usato, ordinato e perfettamente consultabile in ogni momento! Signori e Signore, mi voglio rovinare, ci aggiungerò anche rispettivamente 5 e 3 anni di scuole elementari e medie. Quando vi ricapiterà un'occasione del genere? Latino, italiano, scienze, filosofia, e, solo per voi, una piccola chicca: un sacco pieno di deliziosi refusi e errori astronomici sparati nel corso di -attenzione!- ben 13, e dico 13, mica noccioline! anni di scuola! Chi offre di più? ...? Non siate timidi, signori! Non vi alletta? Beh, allora vi verrò incontro, alziamo pure la posta.
Cari miei prossimi clienti, ecco a voi il secondo pezzo di questa collezione ormai rarissima e in via d'estinzione: parole! Parole per tutte le occasioni! Avete bisogno di frasi sdolcinate? Lei, con il cappotto rosso, vuole fare colpo sul suo spasimante? Perfetto, non si faccia scappare questa occasione, avrà una scorta di melensaggini quasi mai utilizzate da fare venire il diabete a un emù! Non ancora abbstanza? Aspettate a pensare che sia tutto qui... ecco qui a voi ogni tipo di battuta, dal cattivo gusto più volgare alle più candide da far rotolare per terra i vostri amici fino a più acidi recessi del sarcarmo! E non solo, aggettivi a non finire, e avverbi, signori, credetemi, raramente ho visto una collezione così fornita di attributi e di parole desuete e arcaiche! Avanti, chi si offre ora? Sì, va bene, lo ammetto, non è proprio un pezzo da collezione perfettamente ben tenuto, qualche sbavatura qua e là, è accompagnato da alcuni piccoli difetti di pronuncia e lapsus che... no, no, ma non fraintendetemi! Tutto molto piccolo, facilmente eliminabile! Signori? Signori, vi prego, ancora un minuto, non ho finito, aspettate solo un altro minuto... Oh, bene, non vi deluderò... siete una clientela esigente, vedo, allora lasciamo da parte tutta questa cultura musicale di basso livello... e... no, routine quotidiana e tempo sprecato niente... e...non credo siate interessati a una quantità veramente spropositata di paranoie di tutti i tipi... anche se... Ehi, ehi, dove state andando? No, va bene, allora, mi obbligate a tirare fuori subito il pezzo più prezioso... e va bene, signori e signore... ehi, lei con la sciarpa verde! Non sa cosa si sta perdendo! Oh, e va bene, peggio per loro... dicevo.. signori, solo per oggi, solo per voi, un'intera collezione unica: parole rimaste tra le righe, silenzi e sguardi, sentimenti, sensazioni, un semplice e prezioso concetto: tutto e niente, per voi, signori. Chi offre di più? No, no, no, aspetti, non se ne vada anche lei! Un prezzo ottimo, ripeto! Non le capiterà, davvero di nuovo nella... Oh... vabbè. E anche oggi niente. Non importa.
Ma... e lei? Come, scusi? Davvero? Tutto lo stock? Comprese le paranoie irriducibili? Ma è sicuro? Anche le... le... melensaggini, le battute orrende, i discorsi a metà, i post sul blog in terza persona, i monologhi, i sogni strampalati, le lacrime a tradimento, le risate senza senso, i difetti, tutto-tutto? E anche... sì, sì, la smetto, d'accordo, ha ragione. [e come sarebbe a dire "lo so"?]
Beh... in quel caso... bene... ecco... affare fatto!"
Naaaaaa, na na na na na naa, na na na naaaaa, heeey Juuuude!
Qualcuno tolga questi specchi da davanti a me. Non sono io. Non ci credo. Non mi è mai piaciuto il the. Non sono mai stata così appassionata di Beatles. Non posso aver passato la teoria della patente. Non posso guidare. Non può essere ricominciata la scuola. Ho sfatto la borsa del mare solo 4 giorni fa. Non ho mai avuto 18 anni. E soprattutto, cosa cavolo vuol dire "Sei in quinta"?
Quelli di quinta sono una razza a parte, veleggiano per i corridoi della scuola come se fossero già altrove, distaccati, e anche se incasinati, maturi, pronti alle peggiori catastrofi. E sono grandi. Sono vecchi. Sono adulti.
Non sono io. Non siamo noi. Siamo troppo piccoli, qualcuno ci salvi, ci deve essere un malinteso!
And I want all the world to see
We've met, mmm-mmm-mmm-m'mmm-mmm
Tutto qui, allora. L'invasione dei Beatles nel mio mp3, la sensazione di catastrofe imminente a braccetto con una pace non ben definita, la strana sensazione del cercare il pedale della frizione in bici, i giudizi da spararsi addosso e che purtroppo continuano a sbagliare mira, il solito "Paradiso degli orchi" che finisce sempre troppo presto, i salti nel vuoto, le linee di forza dei miei pensieri disegnate a margine dei miei appunti, il realizzare, che non cambia mai niente, cambia solo tutto.
But the fool on the hill sees the sun going down with the eyes in his eyes sees the world spinning round
E gli occhioni sgranati, per guardarsi in giro, lanciare macchie di colori e poter dire "Chi, io?" e, come al solito, non capirci nulla e provare ad essere contenti lo stesso.
Well, you know We're doing what we can!
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Ninyalor verso le 18:36 senza nessun senso
Una piccola bicicletta di cartone appoggiata alle pareti di cartone, fuori. E dentro, una cameretta di cartone, il lampadario di cartone colorato che illumina il letto di cartone e il pupazzo di cartone appoggiato sulle lenzuola di cartone. Lei è sdraiata a guardare le stelle di cartone appese al soffitto di cartone. Sorride. E il suo sorriso, no, non è di cartone.
Per cosa? ..per tutto.
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Ninyalor verso le 23:32 senza nessun senso
"... e per questo, colleghi e colleghe, ritengo fondamentale l'approvazione del suffragio universale per.."
"Ma che dice!"
"Matto!"
"È impazzito!"
"Signori, manteniamo l'ordine, vi prego!"
"Suffragio sensitario, ecco di cosa abbiamo bisogno!"
"Le opinioni stupide al rogo!"
"Razzisti!"
"Ignorante!"
"E le paranoie? Dove le mettiamo le paranoie?"
"Dove andremo a finire con le vostre idee?"
Il presidente del Consiglio Costituente si mise le mani nei capelli, affranto. Costruire un nuovo Governo Pensante si stava dimostrando più complesso del previsto.
Aerials in the sky
Areoporto. Luminoso. Pulito.
"Signorina, scusi un attimo."
Si ferma, scosta la frangetta dagli occhi interrogativi usando la carta di imbarco.
"Le dispiacerebbe aprire la valigia?"
Lei la apre. Attimo di sgomento per l'agente in uniforme e guanti di pelle.
"Qualche problema?"
Chiede candidamente lei.
Con un sonoro CLANK le formine per fare i muffin scivolano sul pavimento lucido. L'agente prende con due dita un orsachiotto di peluche dall'aria contrariata, immediatamente uno Scrat terrorizzato e una maglietta gialla escono fuori, seguiti da palline e cerchi da giocolieri, che trascinano nella foga un torrente di coriandoli e stelline che ricoprono le belle scarpe nere dell'uomo. Fa un passo indietro, vagamente schifato. Tira giù del tutto la zip del borsone. Un fischietto leopardato tintinna incastrato tra le pagine di un album di foto, un'improbabile sciarpa risulta annodata a una scatola di matite che si rovescia con gran rumore in terra, subito ricoperta da un mazzo di fiori tutto stropicciato. E fogli. Un numero impressionante di fogli.
"Cosa altro potrei trovare dentro questa borsa?"
Lei alza le spalle con una buffa espressione stampata tra lentiggine e lentiggine.
Richiude la borsa, se la mette in spalla.
I passi, i gesti, gli arcobaleni, i sorrisi, le stele, rimangano protetti.
...dei remi facemmo ali al folle volo.
E quel martello chiuso nella testa, insieme alle grida e ai calci, insieme alle spinte, insieme alle forbici, insieme a quello stupido spazzolino da denti, mentre la matita nera scrive piano sul banco. Meglio i colori. Meglio.
E ridere a dirotto.
Sogni a occhi aperti, teneri, dita immaginarie che giocano con capelli (come trame di un canto?) e promesse di promettere chiudendo piano gli occhi... dormi...
Just remember it: MIND THE GAP. And everythig will be okay.
Scritto, diretto e interpretato da
Ninyalor verso le 21:24 senza nessun senso
Vivamus mea Lesbia, atque amemus, Rumoresque senum severiorum Omnes unius aestimemus assis. Soles occidere et redire possunt; Nobis cum semel occidit brevis lux, Nox est perpetua una dormienda. Da mi basia mille, deide centum, Dein mille altera, dein seconda centum, Deinde usque altera mille, deinde centum. Dein, cum milia multa fecerimus, Conturbabimus illa, ne sciamus, Aut ne quis malus invidere possit, Cum tantum sciat esse basiorum.
Grazie!
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Ninyalor verso le 19:10 senza nessun senso
Uno spartito senza note. Macchie di colore. Le gigantesche sale della Tate Modern Gallery, i quadri che inquietanti chiedevano "Dove vai tu?". E sognare di essere di nuovo a Londra, ma solo di notte. E di giorno sognare di volare ad Amsterdam, Dublino, Bacellona, ovunque nel mondo. E riempire pagine di sensi di colpa. Volando tra la pioggia. Segni a matita, la penna richiede bianchetto ed il bianchetto richiede cancro. Scala cromatica di emozioni. Alzarsi sentendo di stare soffocando. Lo specchio mente. La scuola non guarda, copre di cenere. E gli stivali sull'asfalto. Tic. Tic. Tc. Storta. Tic. Tic. Tic. Storta. Arrivare a casa per miracolo, stampelle azzurre compiano vaghe nell'orizzonte. Lo specchio continua a mentire. "Siamo i ragazzi dell'oratorio, passavamo per una raccolta di generi alimentari." Scusa. Più importante, grazie. Il letto accoglie. Mattina, sveglia grigia. Abbraccia il termosifone. Caffè. Silenzi. La macchinetta prepara, niente zucchero. Amica di carta velina, dove vuoi andare? Foto, sorrisi. Burro di cacao simile ma lontano. Telefono, le trombe d'aria. Ricordi di anni fa. Grigio. Groppo in gola, sentimenti da bambina. Riccioli biondi tendono un palloncino. Due palloncini. Tre palloncini. Una spada, un fucile, un fiore, un leone. Un leone? Un leone. Tutta seria. 5 anni il 21 aprile, occhi azzurri della mamma. Pennac. Che non leggo. Libri abbandonati sul divano. Parole abbandonate sul marciapiede. Scusa. Più importante, grazie. Chimica. Idrolisi. Cartesio. Pascal. Compiti. Diario, vuoto. Silenzio. Panato di pesce. La coperta sulle spalle. Freddo. Primavera. Dove? Le rondini. Dove? Incontinenza verbale. Scusa. Più importante, grazie.
Basta poco, poi.
E lo specchio non mente più. Non è più freddo. Non più grigio. È primavera. E vale la pena sognare.
Grazie.
Scritto, diretto e interpretato da
Ninyalor verso le 22:30 senza nessun senso
Qualche valigia metaforica accanto a Lei, The London Bag (perchè, solo voi potete fare il London Eye e il Lond Bridge e la London Tower e il London tutto?) Un qualche salto metaforico e un arcobaleno che sopra Londra illumina questa piccola Pisa.
Il gesso struscia sul cemento scricchiolando appena.
"E questo cosa vorrebbe dire?"
Un semicerchio dopo l'ultima casella.
"Niente."
Inizia a tracciare i numeri.
"Niente?"
Smorfia concentrata per il numero 8.
"Niente."
Il gesso è sostituito da un sassolino piatto.
"Stai dimenticando qualcosa."
Atterra delicatamente sulla casella 1.
"Cosa?"
Salto. Raccoglie il sasso, in bilico su un piede solo.
"Quanti anni hai?"
Salto. Salto. Due piedi. Salto. Due piedi. Salto. Sorride.
"Abbastanza per giocare a campana."
Salto. Casella 10. E si rinizia.
Un po' rimane qui, ovviamente. Nessun check-in farebbe passare un groviglio del genere, anche se così colorato e carino, un acquerello di una bambina che disegna a pastelli una cornice a pennellate così minuti che diresti, strano, ma vero, che sia vero.
I'll stand by you won't let nobody hurt you.
Ed il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce - mercì monsieur Pascal, non avrei mai pensato di trovare cose interessanti nel libro di filosofia- ed allora forse basterà fidarsi, e con il grido di addio all'egocrazia ci lanceremo coraggiosi in frasi di cui non troverò il senso neanche ad impegnarsi davvero. [e vorrei vedere chiunque a scrivere cose sensate davanti alla sveglia che sogghigna preparandosi a trillare alle 4.15 del mattino]
Che le stelle ti guidino sempre e la strada ti porti lontano.
Giusto per lasciare una traccia la vigilia di una partenza. Traccia, perchè a scrivere tutto, no, non ci riuscirei. Trovare i colori della felicità, del Re Leone, di una bacchetta magica che ogni volta è sempre più inutile, di chiudere gli occhi e respirare piano, di guardare attraverso la finestra, di ridere, e di così tante altre cose che la sveglia sicuramente ne sarebbe soddisfatta, vedendomi crollare esanime e rompermi l'altro piede scendendo da quel letto che non -ripeto: non!- è la causa di quel gesso bianconiglio, e lasciare che da Alice in Wonderland si passi ad Anna in Londonland, tornerà?, finirà la frase con un punto?, andrà a dormire?
See you in 5 days!
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Ninyalor verso le 21:16 senza nessun senso
"Vostra maestà, vostra maestà!" Il giovane paggio scompigliato entra urlando nella stanza reale. "Che succede?"
Leggermente infastidita Sua Maestà gli rivolge un'occhiata irritata. "Il popolo!" "Che fa il popolo?" "Si ribella!" Sua Maestà corre alla finestra. E non appena scosta le pesanti tende di broccato nero luce a fiotti ed urla confuse entrano nella stanza. "Basta con l'egocrazia!" gridano in coro i rivoltosi. Sua Maestà impallidisce di colpo e tenta di nascondere il tutto tirando nuovamente le tende. "Chiamatemi il Primo Ministro!" "È scappato, vostra maestà." "E allora chiamatemi il Ministro delle Paranoie!" Il paggio esce, Sua Maestà lancia un'ultima occhiata alle folle rivoltose attraverso i vetri della finestra e si prepara a lasciare il palazzo. "Ma tornerò" mormora a denti stretti. "un giorno... tornerò."
Il problema è che le domande dovrebbero venire una alla volta.
Ad esempio: Sono davanti al computer. Bene. Decido di aggiornare il blog. Bene. Cosa scrivo? E non è che le altre stupide domande attendono il loro turno, prendono il numero, si organizzano, fanno amicizia, socializzano, ascoltano la musica. No. E perchè scrivi? E chi ti dice che hai qualcosa da scrivere? E per chi lo scrivi? E come lo scrivi? E poi cosa te ne fai? E cosa ne penserai tra un anno di quello che hai scritto ora? E a cosa ti serve scriverlo? Poi alla fine il risultato è scontato. "Anna, è un po' che non posti" Ci credo, qua stiamo cercando di metterci d'accordo.
"Mamma?" "Sì?" "Se domani non sono guarita denuncio il dottore." "Va bene." "E anche Pennac." "Va bene." "..." "..." "Mamma?" "Sì?" "Tu lo sai il francese?" "No." "E papà?" "Sì." "Allora Pennac lo denuncia papà."
Che quando hai la febbre sono incredibili i pensieri che riesci a fare, a volte. Mentre la febbre saliva con una inversa proporzionalità rispetto al mio umore - a 37.5 ero solo un po' giù, a 38.5 iniziavo a piangere vedendo film come il Castello Errante di Howl o Aladdin 2, a 39.5 ho pianto per mezzora dopo essermi lavata la faccia- ho deciso che essere malati a Capodanno è un'ingiustizia, che esserlo per la Befana è una rottura e che perseverare fino al 10 di gennaio è pura sfiga.
Bambino: (prende i cerchi per giocolare) Yeeeeaaah, dei freesbie!
Annachiara: (si avvicina minacciosa) No, guarda, non si usano così.
Bambino: (le dà i cerchi con aria di sfida) Ah sì? E come?
Annachiara: (inizia a giocolare) Così.
Bambino: (ammirazione profonda) Ma sei bravissima!
Annachiara: (ingrassa di 30kg per la soddisfazione)
Difficile rendersi conto che sia il primo di febbraio. Finchè si è a gennaio tutte le date dei mesi dopo sembrano così lontane... ed ecco che tra 22 giorni mi spediscono in gita, tra 14 mi sbattono a suonare la chitarra su un palco, tra 6 mi fanno andare casa per casa a raccogliere viveri e domani -pazzi!- vorrebbero anche farmi tornare a scuola. Niente di che, alla fine. Si cammina sul bordo del marciapiede tornando da scuola cercando mantenere l'requilibrio, ci si cantano le canzoni dei cartoni animati nei momenti più svariati, ci si stiracchia al sole, si preparano i muffin, si dorme in piedi, si disegnano cuoricini, si ride, ci si sente in colpa, si canta, si scrive,si ama, si inseguono i bambini, ci si fa male, si spegne la sveglia, si corre, si vive.
Mi dispiace portarvi rancore, dico davvero. Ci sono un sacco di emozioni più interessanti. O più simpatiche. Più divertenti. Più.
Come se i cartoni animati se ne fossero mai andati dalla mia testa. Come se decidessimo di mettere le risate registrate. Come se ci fossero i sottotitoli. Come se non sapessi che l'empatia è una gran fregatura ed è pure antiestetica. Come essere felice. Come se sapessi come dire tutto ciò che penso. Come un comò. Come contare con le dita, e non saper distinguere la destra dalla sinistra. Come la pioggia, e le scarpe che non tengono l'acqua. Come Londra, e Pisa sembra così bella. Come adorare. Come illuminarsi per un appunto mentale. Come cantare. Come Febbraio quando nella tua testa c'è tutt'altro mese. Come. Così.
"Amare in argot francese si dice comer." (Daniel Pennac, Il Paradiso degli Orchi" )
Ed abbiamo deciso che parlare per elenchi è figo. E che le paranoie stupide sono buu. E che le onomatopee sono yeeeaaah. E che fare i sogni basati su un libro mai letto come il Signore degli Anelli è un'esperienza interessante.
E che, nonostante tutto, qualcuno ci sopporta. O finge molto bene.
E che se ci fosse una parola più grande di grazie, di sicuro l'avrei appena detta.
Scritto, diretto e interpretato da
Ninyalor verso le 19:30 senza nessun senso
Raggi di sole filtravano, danzando lucenti, attraverso le fronde degli alberi, tessendo ricami dorati lungo tutto la foresta immobile. La ninfa chiuse per un attimo gli occhi, respirando quell'odore smorzato di vita che la riempiva ogni volta che i suoi passi incontravano le dense pozze di luce. "Se continui così finirai per inciampare..." Il giovane cavaliere al suo fianco ricambiò con l'usuale fierezza il dolce sguardo incuriosito della ragazza. "Non pensi che questa foresta sia bellissima?" Prima di rispondere il ragazzo si concesse di lanciare un'occhiata esasperata e divertita al cavallo pezzato del quale reggeva la cavezza. "È... un posto dove stiamo passando." "Solo questo?" mormorò la ninfa con una punta di delusione. "Solo questo." Lo sguardo della ragazza si perse oltre il sentiero, seguendo i segni che una foglia, ormai secca, tracciava nell'aria nel suo ultimo ballo con il vento. "Aspetta un secondo" "Che c'è adesso?" La ragazza si avvicinò a lui con il suo passo delicato. "Guarda su!" Stava già per controbattere, ma la decisione dipinta sul quel visetto sincero davanti a lui lo convinse a fermarsi e a piegare la testa all'indietro. Un cielo di rami intrecciati, un verde senza limiti, ed oltre, così lontano da averne paura, il blu di un cielo vero, terso, perfetto, custodito eternamente da quella foresta senza età. "Dobbiamo andare, ora", borbottò rimettendosi in cammino, fingendo malamente di non essere stato toccato dall'immensità di un orizzonte che non aveva mai pensato valesse la pena vedere. Camminarono a passo veloce per qualche minuto, lasciando che il rumore della civiltà di foglie secche sotto i loro piedi fosse musica per il loro viaggio. "Tu mi vuoi bene?" La domanda lo colse di sopresa, non potè nasconderlo. "Perchè?" "Non lo so", ammettè lei, stringendosi nelle spalle, e senza chiedere si avvicinò al ragazzo, chiuse gli occhi e lo abbracciò stretto. Il primo impulso del giovane cavaliere fu di ritrarsi, confuso. Si accorse solo in quel momento di non avere più indosso la pesante armatura di battaglia, e sentì il calore del corpo della ragazza sul suo. Si sentì stringere il cuore, senza capirne a fondo il motivo. La sua mano si alzò tremando leggermente e le accarezzò i capelli con gesto maldestro. "Dai..." mormorò piano "Diciamo di sì..." La testa della ninfa riposò ancora per qualche attimo sulla spalla di quello strano cavaliere solitario, poi, scambiandosi un sorriso, ripresero a camminare, vicini.
Proprio nel mezzo del mio numero di equilibrismo il filo ha tremato bruscamente. "Cresci!" mi urlavano da una parte, gettando vaghe promesse e pesi che certamente avrei potuto portare da sola. Ma dall'altra parte non poteva che esserci quel maledetto specchio opaco, un riflesso senza ombra, pallido e spaventato. La rete di sicurezza mi ha accolto, senza domandare niente.
Reminds me of childhood memories.
Mi dispiace -relativamente- per Howie Day, che con la convinzione dei suoi 20 anni e delle sue conoscenza musicali nel 2005 cantava con voce affaticata "you and I collide". Confermo, io e te ci scontriamo, e il livido sulla spalla ne è un segno. Maledetti canti oratoriani in cui ci si picchia!
Devo finir di colorare il mondo che vorrei abitare.
E seguendo il motto del buon vecchio Elio - Buon Natale con i baffi! - si apre ufficialmente la lunga sfilza di "Boh?" da affiancare a chi osa domandare "Cosa vuoi per Natale?". Che siamo matti?
'cause I don't need boxes wrapped in string,
or designed love or empty things.
Just the chance that maybe we'll find better days.
Porta a cavaluccio i bambini. Gattona sul prato. Corri. TIra la corda. Cerca di mangiare le patatine senza usare le mani. Corri. Stramazza a terra. Fatti picchiare. Canta. Urla. Metti a posto i copertoni d'auto. Sposta i tavoli. Sorridi.
Felice!
Perchè vivo per quei momenti, da un po'. Chiudo gli occhi, lascio parlare i ricordi.
Well she's walking through the clouds With a circus mind thats running round Butterflies and zebras And moonbeams and fairy tales Thats all she ever thinks about Riding with the wind.
Scoprendo che il vento a volte porta odore di felicità, che i soldi hanno un odore, che i muffin danno soddisfazione, che se mi si lasciano in mano statuine di terracotta sicuramento le farò cadere, che se le statuine di terracotta che vengono dal Perù cadono si rompono, che il cielo azzurro è meraviglioso, che il sapore della besciamella si può trovare dove non credevo fosse possibile, che ho ancora tutto da scoprire, sorrido.
Don't turn away, just take my hand,
and when you'll make your final stand
I'll be right there, I'll nevere leave
All I ask of you
Believe.
Scritto, diretto e interpretato da
Ninyalor verso le 19:39 senza nessun senso
Tutto ciò che c'è nella testa di una normale pazza
Cercavi il bagno? No, ora è il tempo di un po' di sano egocentrismo
Nome: Annaccì, AcT, Anna e altri diminutivi di Annachiara Un misto di controsensi casualmente viventi. O un fumetto vivente. Insomma, chi sono? Sono una ragazza che ama gli arcobaleni, non riesce a dire due parole coerenti di fila, ma scrive a fiumi.
In equilibrio instabile su un filo di pensieri tento di convivere con il mio orrendo senso dell'umorismo e con la mia frangetta, prima causa di morte al mondo.
Definirmi da sola è difficile, farlo in poche parole di senso compiuto è quasi impossibile; per questo esiste la risposta universale: ZSRUU!
Le leggi di Nyna
Passioni di una come me
Il cioccolato, la chitarra, l'Oratorio, cantare, scrivere, sognare a occhi aperti, chiusi e socchiusi, Stargirl, vivere e essere felici di vivere, le cose colorate, gli arcobaleni, cucinare, il cielo limpido di quell'azzurro che ti porta via e, a volte, la pioggia, il sole e le lentiggini, ridere, fare scherzi, usare le parentesi quadre al posto di quelle tonde, i fogli a quadretti e essere presa per pazza. Amo anche smodatamente gli abbracci, abbracciare, essere abbracciata, amo sdriarmi sui prati a osservare il cielo, amo quando vedo sorridere, amo stare al computer, la mia gonna lunga da spazzare il pavimento e i gatti, gatti, gatti.
Cose che mi urtano psicologicamnte
Non essere ascoltata o in qualche modo limitare la mia libertà di parola, fare male a bambini, animali, uomini, donne, insetti, e tutti gli esseri viventi, non viventi e incompiuti, le giornate nuvolose, non essere presa sul serio e essere presa sul serio, parlare da sola, i posto dove non conosco nessuno, essere sola. Odio quando mi si bagna l'orlo dei pantaloni, che mi finisce dentro le scarpe e mi bagna i calzini, mi da un fastidio tremendo quando mi ritrovo a parlare con qualcuno e cala il classico silenzio imbarazzante, odio quei giorni del mese, perdere tempo e simili [ad esempio, passare un quarto d'ora ad aggiornare le colonne del mio blog invece di studiare]
Musica. Canzoni a caso e roba del genere
Vado a seconda dell'umore. Attualmente se felice ascolto cartoni animati, colonne sonore e Accidentally in Love. In generale: Canzoni geniali come:
La vendetta del fantasma formaggino, il Vitello dai piedi di Balsa e la Presidance di Elio *_*
Modena City Ramblers, Goo Goo Dolls, Beatles, Bandabardò, Elisa, 883, Nickelback, un po' di quel che mi va, in continuo cambiamento. Dal 1991 circa ho la insana mania di imparare a memoria tutte le sigle dei cartoni animati che mi capita di sentire, per poi cantarle quando non devo o sotto la doccia. Sono musicalmente schizofrenica, problemi? u.ù
My Films
Ritorno al futuro, Moulin Rouge!, Guida Galattica per Autostoppisti, Little Miss Sunshine, L'Attimo Fuggente, The eternal Sunshine of the spotless mind, Anastasia, Follie dell'Imperatore, Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti,Matrix, Orgoglio e Pregiudizio, Sognando Beckham, di tutto un po', non me li ricordo, ecco.
Cibo.
Specifichiamo: adoro cucinare. Ma comunque...Si narra che alla tenera età di 3 anni una suora mi offrì un cioccolatino al liquore. E quello fu l'inizo della fine.
Io amo il cioccolato in tutte le sue forme, siano esse liquide, solide o gassose, superliquide o iperspastiche. Ah, però non mi piace il cioccolato squagliato perchè lasciato in macchina per 14 ore.
Amo mangiare la ricotta in tutte le sue forme, il vedere la ricottina Vallelata mi fa venire le lacrime agli occhi e la bava alla bocca.
Adoro il sapore dell'origano. Lo metterei su tutto, se non fosse che sul dolce non ci sta tanto bene. Quando cucino qualcosa di solito i miei capolavori sanno solo di questa meravigliosa spezia.
Il mio sogno: Riuscire a cucinare qualcosa che contenga ricotta, cioccolato e origano e non sia mortale.
p.s. non dimentichiamoci che sono italiana: pizza [di mio papà ], lasagne, pasta in quasi tutti i modi possibili. Sono pesto-addicted. Pesto ricotta cioccolato origano.... Mmh, sbavo, o forse vomito, chissà .
Zsruu è una parola che ho inventato parecchio tempo fa. Talmente parecchio tempo fa [emh, tipo tre anni?] che ho dimenticato come e perchè è nata.
Almeno il significato è molto semplice. Zsruu vuol dire tutto e niente. Facile no?
Si può usare in qualsiasi occasione, al posto di qualunque parola, intercalare, locuzione avverbiale, esclamazione, tentativo di onomatopea.
O insomma, la risposta più corretta a "Cosa è zsruu?" è "Zsruu è zsruu".
Your personality is hard to define - you're very unconventional.
And even if your personality could be defined, it would be completely different next week!
Outgoing and shy, sensitive and thoughtless, you tend to have a very split personality.
This makes you unpredictable. You can be a total angel - and a total devil.
Buio. Da una storia di Dylan Dog su Mana Cer...succo arancia carota limone, passando per una figura non certo entusiasmante a una festa. Paura. Brr. Insetti che ronzano e pungono. Corollario: dai 4 ai 7 anni ebbi il puro terrore di avvicinarmi ai cassonetti, perchè lì una volta mio fratello venne punto da una vespa che aveva fatto il nido nel suddetto [non mio fratello] Perdere contatti con le persone a cui voglio bene. I film dell'orrore. Qualunque tipo. Anche i trailer, spesso, bastano per una buona notte tormentata. Gli arei Non salirci sopra. Però mi terrorizza il rumore. Per un certo periodo tendevo a nascondermi sotto il tavolo ogni volta che passava un areo sopra casa mia. Poi ho smesso, anche perchè passa un areo ogni mezzora..
Sì, sono facilmente impressionabile. Ma molto facilmente. Che, ci scherzi?